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Specializzato in Fisioterapia Rieducazione Motoria, Neuromotoria e Cardiorespiratoria

Recupero Funzionale Geriatrico e della terza età

Rieducazione Posturale

Massaggio Tradizionale e Funzionale

 

Tel. 3477160535

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Dott.Stefano Colella

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PRACTICE

AREAS

La riabilitazione mira a massimizzare l’indipendenza funzionale attraverso la stabilizzazione della funzione, la riduzione della disabilità e la prevenzione di complicanze secondarie, attraverso un processo educativo che incoraggia l’indipendenza dell’individuo. 
In altre parole è un processo di cambiamento attivo attraverso il quale una persona disabile acquisisce e usa le conoscenze e le abilità necessarie per rendere ottimali le proprie funzioni fisiche, psicologiche e sociali (Thompson, 1998).

La riabilitazione non è quindi sinonimo di fisioterapia o rieducazione neuromotoria ma é parte integrante di un percorso riabilitativo, che rientra all’interno di un progetto comune in cui l’obiettivo finale del percorso, è il miglioramento della  qualità di vita del soggetto. Per sua stessa definizione, la riabilitazione può essere considerata un approccio adeguato nella gestione della SM, condizione cronica evolutiva che dà origine a sintomi multiformi e che produce bisogni che riguardano l’ambito non solo fisico, ma anche psicologico e sociale.

 

La riabilitazione è ben supportata da studi di efficacia, i vari interventi riabilitativi sono in grado di migliorare le performance motorie, di migliorare i sintomi e di ridurre la disabilità.

 

La letteratura scientifica, infatti, evidenzia che la riabilitazione interdisciplinare nella SM è efficace nel migliorare la capacità di effettuare le varie attività quotidiane (riduzione della disabilità) e nel migliorare la partecipazione sociale e che questi effetti permangono per un certa durata con progressivo deterioramento nel tempo. L’efficacia è dimostrata in tutti i setting riabilitativi: regime di ricovero, ambulatoriale e domiciliare.

 

Recentemente l’evidenza della letteratura sta a dimostrare come l’esercizio fisico possa avere un impatto sul volume encefalico, produrre modificazioni strutturali sulla sostanza bianca e grigia del Sistema Nervoso Centrale e causare miglioramenti nella sfera cognitiva. Gli ultimi studi evidenziano che la riabilatazione possa produrre effetti al Sistema Neuro-Immuni Endocrino, riducendo il numero di ricadute, la progressione della disabilità, e migliorando le neuroperformance. Ecco perché oggi la riabilitazione viene considerata come una cura assimilabile alle terapie farmacologiche modificanti il decorso, proprio per il possibile ruolo nel contrastare la progressione della malattia.

 

La riabilitazione si compone di interventi sanitari e non devono essere confusi con attività di benessere che possono ugualmente migliorare la qualità di vita ma non sono in grado di ridurre la disabilità. Integrata alla riabilitazione di tipo sanitario esiste la riabilitazione sociale che è composta da interventi mirati a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale.

Rieducazione Respiratoria
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La riabilitazione pneumologica (o respiratoria) è una disciplina che ha assunto un ruolo primario nel trattamento non farmacologico dei pazienti con malattie respiratorie ad andamento cronico. 
Si effettua attraverso esercizi di fisioterapia toracica, di allenamento dei muscoli respiratori in particolare e di allenamento fisico della muscolatura generale.
Le malattie dell'apparato respiratorio, sia acute che croniche, vanno assumendo dimensioni sempre più rilevanti soprattutto tra le persone sopra i 60 -65 anni, ma anche fra i giovani. Dalle ultime statistiche emerge che oltre il 15% della popolazione soffre di bronchite cronica e di asma bronchiale. La Broncopneumopatia cronica ostruttiva, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, costituirà la terza causa di morte e la quinta per disabilità entro il 2020. La malattia è limitata inizialmente ai polmoni ma comporta un successivo decadimento fisico e psicologico. L'incremento della difficoltà respiratoria porta all'inattività e al decadimento anche dei muscoli periferici, con conseguente isolamento sociale, paura della difficoltà respiratoria e depressione. Queste problematiche possono essere interrotte con la riabilitazione respiratoria, che approccia il paziente tramite programmi di allenamento all'esercizio fisico e individuazione di comportamenti corretti associati ad un adeguato trattamento farmacologico.
Quando è utile la riabilitazione respiratoria?
La riabilitazione pneumologica è indicata per pazienti affetti da bronchite cronica, enfisema, bronchiectasie, asma bronchiale, fibrosi polmonare, oltre che per soggetti con disturbi respiratori del sonno e insufficienza respiratoria di qualsiasi origine. È inoltre utile per pazienti in attesa di interventi chirurgici, soprattutto al torace, o reduci da interventi chirurgici in genere.
Lo scopo di questa terapia è quello di ridurre la compromissione fisica e patologica, incrementare la performance fisica e mentale dei pazienti e favorirne il reinserimento sociale.
Rieducazione Geriatrica
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La «fragilità», più che l'età, determina il campo della rieducazione geriatrica. La fragilità spiega la decompensazione dei sistemi implicati negli automatismi posturali e la comparsa della sindrome di disadattamento psicomotorio. Questa sindrome geriatrica è caratterizzata da una turba posturale che ha un impatto particolarmente nefasto sulle capacità funzionali: la retropulsione. La valutazione delle funzioni motorie costituisce una tappa importante della rieducazione geriatrica: si interessa in particolare della funzione dell'equilibrio. Per quel che riguarda la rieducazione, richiede un approccio coerente ed efficace che si basa sulle pratiche interprofessionali. La rieducazione dei soggetti anziani fragili deve inoltre prendere in considerazione le caratteristiche relazionali e quelle che concernono il rapporto con l'ambiente per ottenere dei guadagni reali in termini di qualità della vita. Una parte importante della rieducazione riguarda l'equilibrio e il rialzarsi dal suolo, per ridurre la paura di cadere e per favorire globalmente movimento e spostamento. Le sindromi demenziali, poi, costituiscono un settore essenziale nello sviluppo della rieducazione geriatrica e devono essere oggetto di ricerche complementari. Infine, la riflessione etica deve consentire di «illuminare»la rieducazione dei soggetti anziani vulnerabili, di evitare le derive sia in termini di iperstimolazione sia, al contrario, in termini di fatalismo.

RIEDUCAZIONE NEUROMOTORIA

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Con il termine rieducazione neuromotoria si intendono particolari metodiche chinesiterapiche atte a riattivare la funzione dei muscoli attraverso la stimolazione diretta o ripetuta di recettori periferici.

Tale stimolazione si ottiene eseguendo opportune manovre o mantenendo determinate posture che, in via riflesso, facilitano o inibiscono la contrazione di determinati gruppi muscolari.

Le indicazioni al trattamento, inizialmente limitate alla patologia neurologico (emiplagie, paresi, cerebropatie infantili, ecc.), si sono allargate vantaggiosamente a diverse condizioni di deficit motorio dell’apparato locomotore e quindi anche nella patologia ortopedica e post-traumatica (rigidità articolari, ipotrofia, ipovalidità muscolari, deficit di coordinazione, ecc.).

Gli scopi della rieducazione sono molteplici e vari:

  • preservare l’indipendenza della deambulazione,

  • mantenere il più a lungo possibile la stazione eretta,

  • effettuare le attività della vita quotidiana e se possibile della vita professionale

Rieducazione Motoria
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La rieducazione motoria post-traumatica serve a ristabilire la normale funzionalità degli arti; è indispensabile in caso di interventi chirurgici di carattere ortopedico, sia nella preparazione che in seguito, come riabilitazione pre e post operatoria.
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Cosa è la Rieducazione

Posturale Globale.

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E’ un importante e rivoluzionario metodo riabilitativo che nasce da studi, ricerche biomeccaniche e neurofisiologiche del Professor Philippe E. Souchard, docente di fama internazionale che ha creato ed elaborato la Rieducazione Posturale Globale, fondando l’Universitè Internationale Permanente de Therapie Manuelle (Uiptm) con sede a Saint Mont, in Francia, centro di diffusione del metodo nel mondo.

La metodica viene insegnata e praticata in più di dodici paesi del mondo. La Rieducazione Posturale Globale, più frequentemente designata dalle sue iniziali R.P.G., nasce dal libro “Le Champ Clos” (Il Campo chiuso), pubblicato dal Professor Ph. E. Souchard nel 1981. L’R.p.g. ha come obiettivo finale il ripristino globale dell’equilibrio statico e dinamico del corpo, compromesso per l’intervento di spontanei meccanismi di difesa contro aggressioni esterne.

Il trattamento è qualitativo, basato su posture di stiramento progressivo attivo dei muscoli antigravitari (statici e di natura fibrosa), interamente gestite dal terapeuta con la partecipazione attiva del paziente.

La peculiarità dell’R.p.g. è di risalire dal sintomo alla causa; l’approccio della terapia è “globale” poiché gli stiramenti imposti si propagano fino alle estremità degli arti e durante la stessa postura vengono messi in tensione tutti i muscoli retratti interessati da una lesione.

La Rieducazione Posturale Globale si basa su tre principi fondamentali:

Individualità: ogni individuo è uguale solo a se stesso, e assume una varietà di adattamenti posturali che sono direttamente proporzionali al numero degli individui che rispondono in maniera soggettiva ai molteplici stimoli. Pertanto la tecnica non può essere standardizzata perché ognuno presenta adattamenti differenti in quanto soggetto attivo a livello conscio e inconscio dei propri riflessi.

Causalità: il trattamento correttivo non può essere indirizzato verso il sintomo. Frequentemente un dolore rachideo viene trattato unicamente con terapia antinfiammatoria o con altre terapie dirette al dolore. In tal caso non verrà eliminata la causa della patologia dolorosa e verranno sommati ad esso svariati compensi meccanici ed atteggiamenti antalgici che, messi in atto dalla struttura automaticamente ed inconsciamente, possono determinare nuovi dolori lontani dall’agente causante. Lo studio attento del paziente, biomeccanico e non solo, riesce sistematicamente a risalire alla causa del dolore, eliminando tutti i compensi messi in atto nel tempo.

Globalità: per ricreare l’equilibrio perduto è necessario lavorare attivamente su tutta la struttura osteomuscolare del rachide, degli arti superiori ed inferiori strettamente correlati ad esso. E’ evidente, quindi, quanto sia importante combattere ogni tipo di patologia agendo sul corpo nella più totale globalità, al fine di eliminare dolore e causa del sintomo.

Ricreando il giusto equilibrio corporeo si scongiura, inoltre, la possibilità di successive patologie e si dà alla persona la possibilità di interagire con l’ambiente esterno nel modo più libero possibile, con giusta conoscenza e consapevolezza della spazialità del proprio corpo. È pertanto evidente quale sia l’importanza di ricreare un equilibrio armonico che garantisca la biunivocità della componente psicofisica dell’uomo.La correzione della postura rende possibile questo meraviglioso connubio.

Sotto l‘aspetto scientifico, è estremamente importante studiare il paziente dal punto di vista della biomeccanica. È necessario individuare i tiranti “muscolari” responsabili dello squilibrio strutturale. L’attività statica e dinamica dell’uomo è resa possibile da complessi equilibri muscolari che possono subire alterazioni multifattoriali.

La Rieducazione Posturale Globale agisce attraverso posture di stiramento, attive, adeguate al’individualità del soggetto portatore di patologia, o di alterazioni morfologiche siano esse paramorfiche che dismorfiche. La peculiarità di tale metodo riabilitativo è restituire alla struttura l’equilibrio perso, puntando sulle tensioni neuromuscolari ed introducendo un lavoro essenzialmente attivo, globale, qualitativo.

Trattamento
Il principio dell’R.p.g. si basa sulle posture di stiramento muscolare attivo, le quali tendono a collocare in evidenza le catene di tensioni muscolari dei tendini e delle membrane che avvolgono i muscoli (che bloccano l’individuo in posizione di squilibrio). Le posture provocano l’allungamento attivo (partecipazione effettiva dell’individuo) e un posteriore rilassamento delle catene muscolari contratte e irrigidite. Per essere efficaci esse devono essere sistematicamente globali a differenza di altri tipi di trattamento. Una speciale attenzione è data alla respirazione. Le loro ripercussioni sono innumerevoli nelle sfere: motoria, statica, digestiva, circolatoria, mentale ed emozionale. Il buon funzionamento dei muscoli respiratori e principalmente del diaframma sono necessari ad un buon equilibrio. A quale tipo di paziente è destinata l’R.p.g.?

  • Portatore di algie (dolori) vertebrali cronici o acuti di origine reumatologica o traumatica (ex. Spondilartrosi, ernia del disco etc.)

  • Dolori e patologie articolari degli arti superiori e inferiori (ex. coxartrosi etc.)

  • Contratture muscolari – Squilibri vertebrali ed eventuale sintomatologia (ex. Ipercifosi, lordosi e scoliosi etc.)

  • Disfunzioni respiratorie – Postumi di traumi e malattie neurologiche

  • Deviazioni e deformazioni ortopediche nell’adulto e nell’adolescente (ex. Piedi piatti, cavi; ginocchio valgo o varo etc.)

  • Ripercussioni sullo schema corporeo dovute ad alcune malattie psicosomatiche.

  • Riequilibrio muscolare dello sportivo

  • Preparazione al parto L’R.p.g. è destinata a tutti gli individui, sia nella prevenzione che nella cura: l’aspetto individuale e progressivo di questo metodo permette di adattarlo a ciascun caso.

I bambini, a partire dall’età di otto anni, ne traggono un largo beneficio in funzione di una miglior coscienza dell’immagine e dello schema corporeo; e così gli adulti che, pur in assenza di dolori o altri sintomi,vogliono ottenere un miglior equilibrio e vivere in armonia con il proprio corpo.

Quante sessioni sono necessarie? 
Dipende dal grado degli squilibri e dei sintomi nonchè dall’anzianità degli stessi. E’ certo tuttavia – e l’ormai consolidata sperimentazione lo conferma – che, dopo le prime tre/quattro terapie, il paziente consegue un manifesto beneficio. Il trattamento ha effetti durevoli? Ottenuto con la terapia il riequilibrio e l’armonizzazione delle strutture, il sintomo si risolve con la presa di coscienza del corretto schema corporeo; il trattamento deve tuttavia proseguire per un tempo sufficiente perché i nuovi riflessi propriocettivi possano essere integrati e definitivamente acquisiti

Riabilitazione Cardiorespiratoria


La riabilitazione cardiorespiratoria, si rivolge a pazienti affetti da malattie cardiologiche e cardio-respiratorie acute, oppure croniche in fase di riacutizzazione: infarto miocardico acuto (dopo la fase di stabilizzazione dei parametri vitali),  post-cardiochirurgia, scompenso cardiaco, patologie respiratorie croniche ad equilibrio instabile...
Le attività di riabilitazione cardiologica e cardiorespiratoria, attuate nella fase precoce, immediatamente post-acuta o nella fase della riacutizzazione, mirano a evitare l'insorgenza di complicanze e a garantire il miglior livello possibile di recupero funzionale.

Inoltre sono previste l' ottimizzazione della terapia medica e l'impostazione della prevenzione secondaria, mediante un'opera di educazione sanitaria e di specifica terapia farmacologica e non farmacologica e l'impostazione di un training fisico finalizzato alla riduzione dell'eventuale stato di disabilità presente.
 

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